La libertà e la dignità di tutte le persone e la solidarietà tra uomini e donne di
diversa provenienza culturale e di differente condizione sociale sono, per le
Organizzazioni Sindacali CGIL e CISL, valori fondanti del proprio essere e
del proprio agire.
Il “giorno della memoria” rappresenta il nostro impegno per costruire
continuamente e mantenere sempre viva la consapevolezza di questi valori,
interrogandoci su “ciò che è stato”, sui motivi che hanno consentito il
prevalere di sentimenti di rifiuto dell’umanità e di comportamenti di
prevaricazione e atrocità verso il prossimo, sui principi che hanno permesso
a uomini giusti di resistere, in quel tempo, alla perversione del senso
comune e del conformismo, sulla responsabilità che un atteggiamento di
passività e indifferenza porta con sé verso il pericolo minaccioso che tutto
ciò possa ripetersi.
Auschwitz 2011
con il patrocinio di ANPI e ANED Lombardia
in Treno per la Memoria
Auschwitz è una pagina cruciale nella complessa storia della costruzione
dell’identità europea; riguarda tutti noi e ci riguarda ancora oggi.
Auschwitz ci racconta di un’incomprensibile esperienza che vede il male
assoluto scaturire dal cuore stesso della civiltà, al centro di un’Europa
orgogliosa degli sviluppi della tecnica, della scienza e della razionalità.
Come può accadere che una democrazia si rovesci nel suo opposto, in un
regime totalitario?
Così concepita, come vuole il nostro progetto, la memoria si volge al futuro
e si consegna, soprattutto, alle giovani generazioni chiedendo loro di
rivisitare la propria storia e la propria realtà, quella che si vive e quella che si
è ereditata. La memoria deve acquisire un valore pragmatico, deve servire
per fare qualcosa, per nutrire le radici di un modello di convivenza pacifico e
solidale tra gli uomini e le popolazioni, per prevenire e combattere quelle
tendenze che hanno originato condizioni di negazione della libertà in cui i
diritti umani sono stati sacrificati.
Per CGIL e CISL il “giorno della memoria” rappresenta l’opportunità per
riflettere sul valore e la dignità del lavoro, sul ruolo del lavoro per la
costruzione di un progetto di libertà personale, collettivo e sociale e sul
pericolo della sua alienazione raffigurata nel lavoro coatto degli operai
deportati nei campi di sterminio in seguito agli scioperi che chiedevano pace
e libertà.
La storia del movimento dei lavoratori lombardi ricopre un posto
fondamentale nella costruzione della memoria.
Gli scioperi nel Nord Italia ed in particolare lo sciopero generale del marzo
1944 – unico in Europa – danno prova del contributo fondamentale che il
mondo del lavoro ha dato all’azione per la conquista della indipendenza,
libertà e democrazia del nostro Paese, fino alla realizzazione della
Costituzione e della Repubblica fondata sul lavoro.
Presentazione