Comitato “in Treno per la Memoria” via E. Marelli, 497 - 20099 Sesto San Giovanni
CRACOVIA
Cracovia è stata la capitale della Polonia fino al fine del 16° secolo,
quando la capitale venne spostata a Varsavia. Al giorno d'oggi
Cracovia è la quarta città della Polonia, ma tutti i polacchi la
considerano la capitale culturale del paese. La famosissima
università Jagellonian, il castello di Wawel e una delle più grandi
piazze antiche d'Europa, sono tutte contenute in uno dei centri
storici meglio conservati in Europa. La città vecchia di Cracovia è
diventata monumento mondiale preservato dall'Unesco.
Pochi minuti a piedi a sud della città vecchia, separata dalla Via
Jozefa Dietla, si trova il vecchio distretto di Kazimierz. Fino al 1880
la Dietla era un affluente della Vistola e Kazimierz era un'isola.
Kazimierz di Cracovia fu fondata come città separata da Casimiro III
di Polonia nel 1335, e in seguito fu chiamata proprio come il re. Nel
1495 nella parte est di Kazimierz, furono trasferiti gli ebrei di
Cracovia. Il Kazimierz, intorno a via Szeroka, diventò il centro del
quartiere ebraico di Cracovia. La cultura ebraica ha reso l'intera città
più ricca, fino a quando, durante al seconda guerra mondiale, tutta
la comunità ebraica di 64.000 individui fu deportata nei vicini campi
di concentramento, incluso Auschwitz. Alla fine della guerra solo
6000 ritornarono. Quello che è rimasto della comunità ebraica di
Cracovia è testimoniato dalle numerose sinagoghe che sono state
preservate e restaurate.
Cracovia offre diverse attrattive anche all’esterno della città vecchia.
Un piacevole spunto è offerto dal quartiere ebraico, che vide
deportare la sua comunità negli anni bui dell’invasione nazista. Per
questo motivo Spielberg ambientò qui parte del suo famosissimo
Shindler’s List. Oggi sono rifioriti negozi e locali all’insegna della
cultura yiddish e all’interno della vecchia sinagoga è ospitato il
museo dell’Olocausto
il ghetto di Cracovia (1939 - 1943)
L’itinerario di visita può iniziare dal Wawel, dopo aver abbandonato
qualunque mezzo di locomozione per immergersi in pieno
nell’atmosfera tipica di Cracovia, fatta di piccoli spazi e scorci da
scoprire con calma. La città fiorì lungo la via dell’ambra, in direzione
del Baltico. La collina del Wawel è uno dei gioielli polacchi e da
secoli è occupata da un complesso che ospita alcuni edifici
importantissimi. Primo fra tutti il palazzo reale, sede storica dei re
nella lunga parentesi che vide Cracovia capitale di un regno che nel
periodo di maggior splendore si estendeva dal mar Baltico al mar
Nero, includendo territori oggi spartiti tra Germania, Lituania,
Ucraina e Bielorussia. Oggi il palazzo ospita un museo che espone
splendidi arazzi, il tesoro della corona, insegne reali e mobili antichi.
Il passato qui si mescola alla storia moderna, quando nel 1939 il
governatore generale nazista Hans Frank insediò, grazie alla sua
posizione strategica, la sede del governatorato polacco. All’interno
del Wawel, oltre al Castello con il cortile rinascimentale degli
architetti fiorentini Francesco della Lora e Bartolomeo Berecci, si
trova un altro grande richiamo storico-architettonico: la gotica
cattedrale di San Venceslao. La cattedrale ha fatto da cornice per
secoli ai principali avvenimenti delle casate reali polacche:
incoronazioni, matrimoni, funerali. Per questo motivo l’interno ospita
i tumuli di regnanti e dei rispettivi familiari e altri capolavori.
Accanto all’ingresso del Wawel inizia l’antica Via Reale, ricca di
monumenti e notevoli edifici storici, che porta direttamente nel cuore
pulsante della città vecchia: la Piazza del Mercato (Rynek Glowny).
Questa è una delle piazze medievali più grandi d’Europa, con i suoi
200 metri di lato che racchiudono un’infinità di tesori. L’edificio al
centro dello sterminato quadrato è lo skiennice, l’antico mercato dei
tessuti. Attraversando una delle porte che si affacciano sulla piazza
ci si ritrova improvvisamente immersi nell’animato bazar ospitato
all’interno, proiettati in una atmosfera medievale, fatta da antiche
cancellate in metallo che racchiudono i diversi settori del mercato,
enormi lampadari pendenti da un soffitto decorato con gli stemmi
delle città polacche, e che diffondono una luce soffusa sulle antiche
botteghe dalle facciate intagliate nel legno.
Tornando all’esterno, a metà strada con la splendida chiesa gotica di
Santa Maria Vergine Assunta, si incrocia la grande statua di Adam
Mickiewicz, il più grande poeta romantico polacco. La chiesa di
Santa Maria è uno dei luoghi del grande cambiamento avvenuto in
Polonia negli ultimi anni. Ospita giornalmente funzioni cui la
popolazione partecipa in massa ed è il principale centro di culto
della città. La sua forma cattura immediatamente l’occhio. Come uno
scherzo rinascimentale, le due torri che incorniciano la facciata sono
differenti l’una dall’altra per stile e altezza. Quella di sinistra, la più
alta, è coronata da un complicato gioco di otto piccole torri che
terminano in una cupola dorata. Da qui ogni giorno, alle 12, si
diffondono le note dell’inno mariano suonate da un trombettiere in
costume che cessa improvvisamente l’esecuzione. L’origine di
questa tradizione affonda nella storia, in uno dei molti periodi
tormentati della città. Durante il medioevo Cracovia era vittima delle
incursioni delle orde tartare e durante una sortita la sentinella in
cima al campanile riuscì ad avvistare le avanguardie nemiche e dare
l’allarme. Dopo pochi istanti fu trafitto alla gola da una freccia, ma la
città riuscì ugualmente a salvarsi e da allora quell’avvenimento è
rievocato giornalmente. L’interno è ricco di opere d’arte, tra cui il più
grande altare ligneo gotico d’Europa.
A lato della chiesa inizia la bellissima via Florianska, ricca di edifici e
locali storici per la borghesia, la nobiltà e la cultura cracoviane. Al
fondo della via si apre la porta di San Floriano. Questo è uno degli
angoli più caratteristici della città, grazie all’esposizione permanente
di dipinti eseguiti da pittori di strada. La porta fa parte di quella che
un tempo era la cinta muraria della città, guarnita con quasi 50 torri,
ora ridotte a tre. Poco oltre si erge la massiccia mole del barbacane,
un bastione difensivo coevo delle mura.
Si possono descrivere decine e decine di altri tesori nascosti nella
città, come il museo Czartoryskich che annovera tra le sue opere
d’arte la famosa “Dama con l’ermellino” di Leonardo da Vinci, dalla
storia travagliata, e il “Paesaggio con il buon samaritano” di
Rembrandt. Oppure il singolare teatro Slowacki, costruito secondo il
modello dell’Opera di Parigi. Proseguendo all’inteno della città
vecchia ci si imbatte nel quartiere universitario, dove si possono
ammirare il cortile e le arcate tardogotiche del Collegium Maius che
costituiscono il cuore dell’università Jagellonica. All’interno del
museo storico è esposto il prezioso mappamondo in oro del 1510
con la prima rappresentazione dell’America e nella vicina biblioteca
vi sono migliaia di incunaboli, decine di migliaia di antiche stampe
tra cui l’originale manoscritto di Copernico, del 1543, “De
revolutionibus orbium coelestium”. La storia dell’università annovera
in egual numero periodi fiorenti e decadenti. L’ultimo di questi risale
all’occupazione nazista, quando i tedeschi chiusero l’ateneo
deportando in massa i professori. Le lezioni proseguirono
clandestinamente nelle case di intellettuali fino alla liberazione.
Tornando nella piazza del mercato, nell’angolo opposto alla chiesa
di Santa Maria si erge solitaria la torre del Municipio, ultimo baluardo
rimasto dell’antico edificio crollato all’inizio del XIX secolo.
Un angolo trascurato dagli itinerari standard è il quartiere industriale
Nowa Huta, letteralmente Nuova Fonderia. Questo quartiere,
costruito subito dopo la fine della Seconda Guerra mondiale per
creare un forte insediamento operaio in una città come Cracovia,
ritenuta troppo intellettuale e borghese, è in tipico stile sovietico. Il
quartiere, infine, ospita la bellissima Arka Pana (Arca del Signore).
La prima pietra di questa chiesa, proveniente dal sepolcro di San
Pietro e regalata da papa Paolo VI, fu posta nel 1965 da Karol
Wojtila. Le forme moderne simboleggiano una nave e all’interno
sono ospitate numerose opere d’arte originali e uniche nel loro
genere.
Nelle vicinanze le zone di interesse includono la miniera di sale a
Wieliczka, i Monti Tatra, la città storica di Czestochowa e il Parco
Nazionale di Ojcow.