Comitato “in Treno per la Memoria” via E. Marelli, 497 - 20099 Sesto San Giovanni
PRESENTAZIONE
La libertà e la dignità di tutte le persone e la solidarietà tra uomini e
donne di diversa provenienza culturale e di differente condizione
sociale sono, per le Organizzazioni Sindacali CGIL e CISL, valori
fondanti del proprio essere e del proprio agire.
Il “giorno della memoria” rappresenta il nostro impegno per costruire
continuamente e mantenere sempre viva la consapevolezza di questi
valori. Vogliamo studiare “ciò che è stato”, i motivi che hanno
consentito il prevalere di sentimenti di rifiuto dell’umanità e di
comportamenti di prevaricazione e atrocità verso il prossimo, i
principi che hanno permesso a uomini giusti di resistere, in quel
tempo, alla perversione del senso comune e del conformismo, la
responsabilità di un atteggiamento passivo e indifferente di fronte al
pericolo minaccioso che tutto ciò possa ripetersi.
Auschwitz è una pagina cruciale nella complessa storia della
costruzione dell’identità europea; riguarda tutti noi e ci riguarda
ancora oggi. Auschwitz ci racconta di un’incomprensibile esperienza
che vede il male assoluto scaturire nel cuore stesso della civiltà, al
centro di un’Europa orgogliosa degli sviluppi della tecnica, della
scienza e della razionalità. Come può accadere che una democrazia
si rovesci nel suo opposto, in un regime totalitario?
Così concepita, come vuole il nostro progetto, la memoria si volge al
futuro e si consegna, soprattutto, alle giovani generazioni chiedendo
loro di rivisitare la storia che hanno ereditato e la propria realtà.
La memoria deve acquisire un valore pragmatico, deve servire per
fare qualcosa, per nutrire le radici di un modello di convivenza
pacifico e solidale tra gli uomini e le popolazioni, per prevenire e
combattere quelle tendenze che hanno originato condizioni di
negazione della libertà in cui i diritti umani sono stati sacrificati.
Per CGIL e CISL il “giorno della memoria” rappresenta l’opportunità
per riflettere sul valore e la dignità del lavoro, sul ruolo del lavoro per
la costruzione di un progetto di libertà personale, collettivo e sociale
e sul pericolo della sua alienazione raffigurata nel lavoro coatto degli
operai deportati nei campi di sterminio in seguito agli scioperi che
chiedevano pace e libertà.
La storia del movimento dei lavoratori lombardi ricopre un posto
fondamentale nella costruzione della memoria. Gli scioperi nel Nord
Italia ed in particolare lo sciopero generale del marzo 1944 – unico in
Europa – danno prova del contributo fondamentale che il mondo del
lavoro ha dato all’azione per la conquista della indipendenza, libertà
e democrazia del nostro Paese, fino alla realizzazione della
Costituzione e della Repubblica fondata sul lavoro.